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Questo libro si propone come un’analisi sulla tecnica d’esecuzione pianistica, un’analisi che conta pochi altri esempi in questo genere di letteratura, in quanto mette a confronto alcuni dei più noti e autorevoli trattati sull’argomento, scelti di proposito fra quelli i cui assunti e le cui teorie non sempre collimano tra loro e a volte addirittura si contraddicono, ma, al contempo, illustrano i tanti diversi modi con i quali un pianista può affrontare lo studio del suo strumento. I testi presi in maggior considerazione e più ampiamente citati sono quelli di Brugnoli, Casella, Cortot, Fink, Gát, Kaemper, Leimer, Neuhaus, Ott, Sándor e di pochi altri, mentre le osservazioni che li riguardano sono corroborate dalla testimonianza di esperienze vissute dall’Autore stesso e da sperimentazioni da lui compiute ed accuratamente descritte. Il lavoro si divide in due parti: la prima tratta di "dinamica", ossia esamina le fonti e l’utilizzazione dell’energia cinetica necessaria al gioco pianistico, la seconda tratta di "tecnica", ossia descrive i vari metodi di procedere per superarne le difficoltà esecutive. Così Il Bianco e il Nero si raccomanda all’attenzione di pianisti e docenti che vogliano verificare ed approfondire le loro conoscenze sulla materia, non meno che a quella di discenti che vogliano dedicarsi al loro difficile impegno con maggior consapevolezza.